amo i libri: diario di lettura

Auschwitz, città tranquilla di Primo Levi

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Recensione

«Può stupire che in Lager uno degli stati d’animo piú frequenti fosse la curiosità. Eppure eravamo, oltre che spaventati, umiliati e disperati, anche curiosi: affamati di pane e anche di capire.»

In questa breve lettura di dieci storie avvolte da due poesie, Levi ci regala una splendida narrativa tra racconti distopici e autobiografici. L’autore ricorda sempre i suoi giorni al campo, il difficile sopravvivere, le piccole astuzie e la grande fame, Levi,  non ha smesso mai di raccontare il Lager. La caratteristica letteraria  dei racconti è nelle descrizioni penetranti e realistiche di luoghi e persone che assurgono a simboli; è nella capacità di creare ritratti umani,penetranti e realistici, posti in contesti descritti con una prosa di alta letteratura. L’autore, padrone di una varietà di forme espressive che spaziano dalla poesia al racconto , utilizza un linguaggio ricco di allusioni e citazioni. Una lettura che sicuramente consiglio!

Angelica

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