La preziosa e terribile testimonianza di Elie Wiesel – nato in Romania, superstite dell’Olocausto – che ci narra la sua storia, quella di un adolescente che nel 1944 prima viene confinato in un ghetto e poi deportato a Auschwitz. “Non era né il tedesco né l’ebreo a regnare nel ghetto: era l’illusione.” Una cronaca cruda, viva e vera del suo vissuto, un resoconto sconvolgente e spietato, il racconto di un giovane ragazzo ebreo che con le parole disegna gli inferi dell’umanità. “Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte.” Si resta immobili, attoniti, sbigottiti di fronte all’orrore, alla bestialità, alla mancanza di sensibilità, all’assenza di umanità. Ci rimane solo la consapevolezza e un dovere: quello di non dimenticare. Mai. Un piccolo capolavoro nel suo genere da leggere e rileggere, consigliato a tutti, soprattutto nelle scuole dove si possono creare spunti di riflessione e sessioni di approfondimento. Buona lettura!
recensione di Maria Valentina Luccioli
Traduttore:Daniel Vogelmann
Editore:Giuntina
Collana:Schulim Vogelmann
Edizione: 21
Anno edizione: 2007
In commercio dal: 1 aprile 1995
Pagine: 112 p., Brossura
- EAN: 9788885943117