amo i libri: diario di lettura

108 rintocchi di Yoshimura Keiko

Recensione senza filtri
sinossi
Il senso dell'esistenza non sta nell'accumulo e nel consenso sociale, ma nella sottrazione e nella rinuncia. Sohara scoprirà, muovendosi tra gli abitanti con cui è cresciuto, quanto valga per la sua comunità: il vero significato della vita non risiede nel numero di possibilità disponibili, ma nella scelta di una sola.
Recensione

108 rintocchi di Yoshimura Keiko è una sorpresa accogliente, ottimistica e serena.

L’autore, al suo esordio letterario, ci restituisce il significato dell’esistenza, che non sta nell’accumulo e nel consenso ma nella sottrazione e nella rinuncia.

Il titolo allude a una tradizione nipponica legata alla purificazione dell’anima che si svolge con l’approssimarsi alla mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno.

Tre sono le parole chiave che ho scelto per l’analisi:

  • LENTEZZA: il tempo è palpabile, l’ho toccato e l’ho visto al rallentatore; il protagonista e gli altri si gustano ogni momento del quotidiano, richiamano alla memoria ricordi dai contorni ben marcati, dai colori nitidi e dallo spessore robusto;
  • SERENITÀ: sì, quella della vita semplice ti avvolge e si è contagiati da quella pace interiore rara e limpida come l’acqua a cui difficilmente approdiamo;
  • UMANITÀ o EMPATIA: allora esiste davvero? Sì, se ognuno pensa al prossimo, se è solidale e se è educato al bene. Ecco trovato l’antidoto a molti mali.

La trama è ambientata nell’isola vulcanica più piccola dell’arcipelago di Izu, sperduta nell’Oceano Pacifico, mal collegata con il resto del mondo anche a causa dei marosi spesso frequenti; la storia è sviluppata dal protagonista, Sohara Mamoru, nei tre giorni precedenti l’ultimo dell’anno.

Sohara fa il tuttofare nei quattro chilometri quadrati nei quali vive, muovendosi con sicurezza e disinvoltura tra gli abitanti coi quali è cresciuto e invecchiato.

Davvero è sempre tutto scontato? No, e lo si capisce se si guarda con gli occhi del cuore, senza aspettarsi nulla, né facendo programmi. Sohara capirà quanto valga lui per la comunità e quanto il senso della vita non stia in tutte le possibilità che essa offre ma nella scelta di una sola. Sohara e gli altri devono fare a meno di molti confort e molte opportunità, ma vivono spinti dal motore dell’empatia.

Cerca allora, con acribia e ottimo fiuto, tra i rifiuti umani che ingombrano; esegui una cernita per salvare quanto di puro e bello esiste. Perché c’è anche se non si vede. Trovata la tua piccola comunità – che può essere coppia, famiglia, gruppo sociale, paese – semina il semino dell’empatia che farà germogliare rigogliose piante, solidali, forti e pronte a tutto.

Una frase che mi ha colpito:

Tutto si guasta, tutto si rompe. Ciò che è storto e può essere raddrizzato, va raddrizzato immediatamente.

Questo è l’augurio che vi lascio!

Irene Giacomelli

copertina
altre letture